NEPAL

nome ufficiale: Nepal Adhirajya
costituzione: 1769
ordinamento: repubblica
Il 28 dicembre 2007 il parlamento nepalese ha approvato un emendamento costituzionale che ha sancito la transizione dalla monarchia alla repubblica,
avvenuta il 28 maggio 2008 mediante la votazione quasi unanime dell'Assemblea Costituente
capitale: Kathmandu
popolazione: 23.200.000 abitanti; 156/kmq; pop. urbana 12%
superficie: 147.180 kmq
lingua: nazionale: nepalese - altre: maithilli, bhojpuri (nelle aree turistiche la gente comprende e parla l'inglese)
religione: induisti (90%), buddhisti (5%), musulmani (3%), cristiani (1%), altri (1%)
moneta: rupia nepalese (=100 paisa) praticamente scomparsa; le banconote in circolazione sono in tagli da 1, 2, 5, 10, 20, 25, 50, 100, 250, 500 RS.)
gruppi etnici: oltre 70 gruppi differenti, tra cui:nepalesi (58%), bihari (19%), tamang (8%), altri (17%)
alfabetismo: 26%
fuso orario: + 4 h. 15 min. / quando in Italia vige l'ora legale +3 h. 15 min.
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Liberamentre tratto da Wikipedia - 2010
Trekking: Il "SANTUARIO" dell'ANNAPURNA
Dopo quello dell'Everest è il secondo più conosciuto e battuto sentiero di trekking all'interno di uno dei maggiori parchi nazionali nepalesi, l'Area Protetta dell'Annapurna.
Dalla cittadina di Pokhara situata sulle sponde del Pewa Lake e ai piedi degli imponenti giganti himalayani di quest'area, l'itinerario si snoda dalle verdi coltivazioni di riso, attraversando caratteristici villaggi abitati da popolazioni di etnia Gurung lungo la valle del Modhi Kola e superando foreste di conifere e rododendri fino a lambire la sacra montagna del Macchapuchare (il cosidetto
"Fish Tail", m. 6993, simile al nostro Cervino).
L'ultima impegnativa tappa porta alla base di una delle montagne più imponenti della regione, ad una quota di m. 4.130: lo spettacolo è impagabile, in particolare si si ha l'occasione di assistere allo scenario offerto dal levarsi del sole che arrossa per pochi minuti le candide cime del colosso himalayano.
Trekking: EVEREST TREK: la valle del Khumbu, da Lukla al Kala Patthar
E’ uno dei più popolari ed entusiasmanti trekking delle valli himalayane, nella terra degli sherpa, l’etnia di origine tibetana e tradizione buddhista che popola i villaggi della regione.Il trafficato sentiero ha inizio subito dopo l’emozionante atterraggio a Lukla, a soli 33 minuti di volo da Kathmandu; superato l’abitato di Pakding, attraversati i primi ponti sospesi sul Dudh Koshi River si giunge al check-point di Jorsalle per il controllo del permesso d’ingresso nel Parco Nazionale del Sagarmatha caratterizzato da boschi di conifere, ginepri e rododendri in fiore. (“Sagarmatha” è l’Everest in lingua nepali, mentre in tibetano è conosciuto come “Chomolungma” = Dea madre del mondo”).

Una ripida salita termina a Namche Bazaar – in passato punto di sosta per le carovane dirette in Tibet oggi importante mercato della regione e tappa d’obbligo per altri importanti itinerari di trekking nell’area; dal view-point si può già assistere allo spettacolo offerto dalle creste dell’Amadablam (m. 6856), Lhotze (m. 8501), Nuptse (m. 7861) ed Everest (m. 8850). La quota raggiunta suggerisce una prima giornata di acclimatamento, dedicata alla visita dei villaggi circostanti di Syangboche, Khunde e Khumjung, con il suo gompa buddhista. La partenza da Namche prevede la registrazione dei trekkers presso il locale chek-point; una marcia di quattro ore in un susseguirsi di saliscendi e di nuovi ponti tibetani conduce nell’abitato di Tyangboche a m. 3860, contornato dalle creste innevate del Thamserku (m. 6608) e del Kangtega (m. 6685), noto per il suo importante monastero nel quale è possibile assistere alle funzioni religiose. Dal quinto giorno cambia lo scenario: le foreste ed i tappeti erbosi del Sagarmatha lasciano il posto agli aridi paesaggi delle quote più elevate; superato il bivio di Periche, sede di un importante ospedale, si raggiunge il villaggio di Dingboche per la seconda, indispensabile, tappa di acclimatamento.

Ancora uno sforzo lungo un canalone al fondo del quale si staglia il Pumori (m. 7.165), ed ecco subito dopo i lodges di Lobuche, la suggestiva visione della piramide di cristallo del CNR, intitolata ad Ardito Desio. Ultimo giorno: è ancora buio quando ci si incammina per il ripido sentiero che, dopo Gorak Sheep, conduce verso la vetta del Kala Pattar (“montagna nera”), la tappa più significativa di questo trekking: da qui si gode la vista mozzafiato dell’Everest e più sotto il suo campo-base già attivo in questo periodo pre-monsonico, favorevole alle nuove spedizioni che ne tenteranno la scalata.
Trekking: " NEPAL Trekking in LANTANG* - GOSAINKUND "
La valle del Lang-tang, situata a nord di Kathmandu a ridosso del confine tibetano, è dominata dai 7.246 metri del Langtang Lirung e abitata dai gruppi etnici dei Bothia e dei Tamang, le cui principali attività sono costituite dall’agricoltura e dall’allevamento degli yak. Il territorio di questa regione costituisce il secondo grande parco nazionale dello stato nepalese per estensione (Kmq. 1.710).

I dieci giorni di trekking, con partenza dall'abitato di Syabrubesi e arrivo al villaggio di Dunche, hanno come obiettivo il villaggio di KYANGJIN Gompa nell’Alto Lantang, e la spettacolare zona dei laghi alpini di Gosainkund, sacri per la religione induista, a quota 4.300. Lungo il percorso si potranno vedere le cime innevate della catena del Ganesh Himal (7600), del Lagtang II (6581), e in lontananza lo Shisha-Pangma, l’unico 8.000 interamente in territorio tibetano.

Si tratta di un percorso di moderata difficoltà, senza particolari disagi, che si svolge ad una quota media di m. 3.200, con soste in confortevoli lodge (tea-house) per i pasti e il pernottamento; è adatto a chi per la prima volta, dopo la dovuta sosta nella capitale nepalese, intende sperimentare un trekking non impegnativo ma soddisfacente sotto ogni aspetto.

* Lang-teng: dal tibetano <lang=bue> e <teng (o dhang) = campo, prateria, pianura>.
Trekking: MUSTANG, un Regno nel Regno
Un trekking impegnativo e affascinante attraverso l’antico e incontaminato Regno Tibetano di Lo, da Kagbeni alla mitica Lo-Manthang – capitale del Regno - attraverso la valle del Kali-Gandaki e seguendo l’antica carovaniera detta “la via del sale”.

Il Regno del Mustang è considerato l’ultimo “regno proibito” delle valli himalayane.Fondato nel 1380 da Ama Pal, nobile cavaliere tibetano, rimase per un lungo periodo in completo isolamento, anche dopo l’annessione al Regno del Nepal, alla fine del XVIII sec. , di cui oggi è una regione autonoma. Questa remota regione, costituita da un altopiano desertico ad alta quota e abitata dal popolo dei Lo-Pa (gente della terra di Lo) di antica tradizione lamaista è stata aperta all’occidente solo nel 1992; il Mustang resta però un’ area ristretta, per la cui visita è necessario uno speciale e costoso permesso governativo, il rispetto di una serie di norme comportamentali a salvaguardia dell’ambiente e delle popolazioni locali.

Il viaggio è effettuabile solo a piedi, con l’assistenza di una guida e dallo staff messo a disposizione da una delle più affidabili agenzie di Kathmandu, che provvederà all’allestimento del campo tendato lungo l’intero percorso. Il trek si snoderà in continui saliscendi, dai 2.900 m. di Kagbeni fino ai 3.760 di Lo-Manthang, con passi ad oltre 3.500 m. La massima quota viene raggiunta a 4.050 m. superando il passo Nyi –La. Caratterizzato da un ambiente selvaggio e panorami quasi lunari, con luci e colori irreali, il Mustang – ultimo regno tibetano aperto al turismo – riserva al numero ristretto dei viaggiatori ammessi ogni anno (v. statistiche ingressi) un’esperienza indimenticabile, a contatto con l’etnia dei Lo-Pa di stirpe e cultura tibetana, che abitano i numerosi villaggi che si incontrano lungo il cammino, fortunatamente scampati all’aggressione cinese del 1950 che ha occupato e annesso definitivamente il grande Tibet.
TREKKER'S ASSOCIATION
IL MONDO E' UN LIBRO, COLUI CHE NON VIAGGIA NE LEGGE SOLO UNA PAGINA (Sant'Agostino)